Loggia Amore e Psiche n.110 di Venezia

LA LETTERA DEL M.d.L.


CONSIGLI PER GLI ACQUISTI


Carissimo Fratello,
in questi giorni cercavo una lettura stimolante ma non troppo impegnativa, giusta insomma da portare in valigia durante le mie ferie montane.
La scelta è caduta su “Pensieri” di Marco Aurelio, imperatore romano nel 161 d.C. Non è un trattato lungo ed elaborato, ma un insieme di riflessioni brevi su argomenti vari. Mi era dunque sembrato l’ideale per continuare a “lavorare la mia pietra” senza appesantire le vacanze, anche perché forse il periodo più sereno consente agli stimoli esterni alla solita routine di sedimentare meglio, o almeno è quello che spero!
Marco Aurelio affronta molti temi, compreso il nostro ormai amato kairòs, mettendolo sotto una luce stoica ma in qualche modo ottimistica: c’è nel mondo un ordine (lògos) immanente, dunque ciò che accade è “opportuno” per definizione, e poi sta a noi cercare di comprenderlo per evolverci ed agire in modo virtuoso, che significa anche solidale nei confronti di tutti gli uomini, perché il lògos divino è presente in ciascuno.
Il suo stoicismo gli fa però ridimensionare l’importanza che diamo alle nostre vicende e riflessioni, anche se più che pessimismo lo definirei un sano realismo:
“Breve è quindi il tempo che ognuno di noi vive, breve l’angolino della terra dove lo si vive, breve anche la più lunga fama presso i posteri” (1)
“L'Asia e l'Europa, angoli dell’universo; il mare intero, una goccia dell’universo; il monte Athos, una zolla dell’universo; tutto il tempo presente, un attimo di eternità; tutto è piccolo, mutevole e si dilegua in un baleno".(2)
Se tutto è così effimero, ha davvero senso l’azione morale? Scrive Marco Aurelio: “Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti. Raccogliti in te stesso! (3) [...] dato che puoi in qualsiasi momento tu voglia, ritirarti in te stesso. Perché in nessun luogo più tranquillo e calmo della propria anima ci si può ritirare; soprattutto se si hanno dentro di sé principi tali che, solo a contemplarli, si acquista una perfetta serenità. E per serenità non intendo altro che ordine interiore. Concediti quindi costantemente questo ritiro e in esso rinnovati, (4) [...] perché sola, salva la vita la filosofia.” (5)
Forse se la filosofia ci rinnova, non possiamo non essere “buoni”?

A presto e buone ferie!


S&F


Ven. Fr. M.B. M.d.L.


1 Marco Aurelio, “Pensieri”, III, 10, Mondadori, Milano 2016 2 ibid. VI, 36
3 ibid. VII, 28
4 ibid. IV, 3

5 Ibid. XII, 29

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